Il simbolo dell’amicizia tra Corea del Sud e Stati Uniti
Immagina di trovarti su una scogliera affacciata sull’oceano Pacifico, in California, con il vento salato che ti sfiora il viso. Davanti a te, una campana monumentale alta quasi quattro metri, decorata con simboli antichi e custodita in un padiglione tradizionale coreano. Siamo a Los Angeles, ma potresti giurarti di essere in Corea del Sud. Ci troviamo di fronte alla Korean Friendship Bell, in uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti legati alla cultura coreana negli Stati Uniti. Donata dalla Corea del Sud nel 1976 per celebrare il Bicentenario dell’indipendenza americana, questa campana racconta una storia di gratitudine, pace e connessione profonda tra due Paesi. Un simbolo vivente dell’amicizia tra popoli, un pezzo di Corea del Sud che vive dall’altra parte del mondo. In questo articolo ti portiamo alla scoperta della sua storia, dei suoi simboli nascosti e del motivo per cui merita assolutamente un posto nella tua bucket list se ami la cultura coreana.
Cos’è la Korean Friendship Bell e dove si trova
La Korean Friendship Bell si trova a San Pedro, nel cuore dell’Angels Gate Park, a Los Angeles. È una zona poco turistica ma incredibilmente suggestiva: prati verdi, vista sull’oceano, e questo padiglione tradizionale coreano che si staglia contro il cielo californiano. Sembra quasi fuori posto, eppure è perfettamente integrato nel paesaggio.
La campana fu donata dal governo della Corea del Sud agli Stati Uniti nel 1976, in occasione del Bicentenario dell’indipendenza americana, un gesto di profonda gratitudine per il supporto ricevuto dagli Stati Uniti durante la Guerra di Corea e un simbolo di amicizia duratura tra i due Paesi. Pensala come un abbraccio di bronzo che attraversa l’oceano Pacifico.
La campana pesa oltre 15 tonnellate ed è custodita in un padiglione in stile hanok, il tradizionale edificio coreano. Ogni dettaglio è stato curato da artigiani coreani, che hanno lavorato mesi per creare un’opera che fosse allo stesso tempo arte, storia e diplomazia culturale. Visitarla significa fare un salto nella tradizione coreana senza lasciare la California.
Il legame con la Divine Bell of King Seongdeok
Se hai mai visitato il Museo Nazionale di Gyeongju, in Corea del Sud, probabilmente hai visto (o almeno sentito parlare) della Divine Bell of King Seongdeok, una delle campane più famose e venerate della storia coreana. La Korean Friendship Bell è direttamente ispirata a questa leggenda del periodo Silla.
La campana originale fu fusa nell’VIII secolo e dedicata al re Seongdeok il Grande. È conosciuta non solo per le sue dimensioni imponenti, ma anche per il suo suono unico: si dice che il rintocco riecheggi per chilometri, portando con sé pace e armonia. Le campane tradizionali coreane non sono semplici strumenti musicali: sono simboli spirituali, usate nei templi buddisti per segnare momenti sacri, meditazione e preghiera.
La campana di Los Angeles riprende proprio questo spirito. È più piccola dell’originale, ma la tecnica di fusione, le decorazioni e il significato sono gli stessi. Quando viene suonata (solo in occasioni speciali come il Capodanno), il suo suono profondo ti arriva dritto al petto.
I simboli incisi sulla campana e il loro significato
Guardare la Korean Friendship Bell da vicino è come leggere un libro scolpito nel bronzo. Ogni centimetro è decorato con simboli che raccontano storie di pace, armonia e connessione tra culture.
Sulla superficie della campana trovi figure di divinità celesti, fiori di loto, fenici e draghi: tutti elementi tipici della cultura coreana tradizionale. Il fenice rappresenta rinascita e immortalità, il drago è simbolo di potere e protezione, mentre il fiore di loto simboleggia purezza spirituale. Non mancano riferimenti alla cultura americana: l’aquila calva e la Statua della Libertà sono incise accanto ai simboli coreani, a sottolineare l’unione tra i due Paesi.
C’è anche un’iscrizione in coreano che recita: “Questa campana è un simbolo di amicizia tra la Repubblica di Corea e gli Stati Uniti d’America”. Semplice, diretto, potente.
Una curiosità che adoro: nella tradizione coreana, le campane venivano suonate per allontanare gli spiriti maligni e invocare benedizioni. Quando la Korean Friendship Bell risuona, porta con sé questo significato antico, mescolato alla speranza di pace globale. È un rito che unisce passato e presente, Oriente e Occidente.



Perché la Korean Friendship Bell è un luogo simbolo della Korean Wave
Oggi, quando pensiamo alla Corea del Sud, ci vengono in mente i K-drama, il K-pop, la skincare coreana e il cibo incredibile. Ma la Korean Wave – quella diffusione globale della cultura coreana che ha conquistato il mondo – non è nata dal nulla. Ha radici profonde, che affondano anche in momenti come questo: quando la Corea ha iniziato a raccontarsi al mondo attraverso l’arte, la diplomazia culturale e i simboli.
La Korean Friendship Bell è un esempio perfetto di soft power coreano ante litteram. Negli anni ’70, la Corea del Sud stava ancora ricostruendo la propria identità dopo la guerra. Donare una campana così maestosa non era solo un gesto diplomatico: era un modo per dire “noi siamo qui, abbiamo una cultura antica e preziosa, e vogliamo condividerla con voi”.
Oggi, quella stessa voglia di condivisione ha preso forme nuove: BTS, Squid Game, i film di Bong Joon-ho. Ma il filo rosso è lo stesso. La campana di Los Angeles ci ricorda che l’influenza culturale della Corea del Sud nel mondo non è solo una moda passeggera: è il risultato di decenni di orgoglio, resilienza e volontà di connettersi con gli altri.
Visitare questo luogo significa riconoscere che la Korean Wave ha radici storiche, non solo social.
Visitare la Korean Friendship Bell: perché inserirla nella tua bucket list
Se stai pianificando un viaggio a Los Angeles e ami la cultura coreana, la Korean Friendship Bell è una tappa obbligata. Non è un luogo turistico affollato: è tranquillo, riflessivo, perfetto per chi cerca autenticità.
Il padiglione si trova su una collina con vista mozzafiato sull’oceano Pacifico e sul porto di Los Angeles. Ci sono panchine dove sederti, sentire il vento e goderti il silenzio. È uno di quei posti che ti fanno sentire piccolo davanti alla storia, ma anche connesso a qualcosa di più grande.
La campana viene suonata solo quattro volte all’anno: a Capodanno, il 4 luglio (Independence Day), il 15 agosto (Liberation Day coreano) e la prima settimana di settembre (Constitution Week). Se riesci a organizzarti per una di queste date, l’esperienza è ancora più potente.
Ma anche se vai in un giorno qualsiasi, ti assicuro che vale la pena. È un luogo che parla a chi ama la Corea anche quando non può essere in Corea. È un pezzo di Seoul sotto il sole californiano.


La Korean Friendship Bell è un ponte. Un ponte tra due Paesi, due culture, due oceani. È la prova che l’amicizia vera si costruisce con gesti concreti, simboli potenti e rispetto reciproco. Visitarla significa toccare con mano un pezzo di storia coreana che vive dall’altra parte del mondo, e capire quanto la Corea del Sud abbia sempre avuto la capacità di connettersi con il cuore delle persone.
Se ami la cultura coreana, questo è uno dei luoghi simbolo della cultura coreana che meritano di essere scoperti, raccontati e celebrati. Non serve sempre andare a Seoul per sentirsi vicini alla Corea: a volte basta una campana, un padiglione e un oceano davanti.
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