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La Newsletter di Scaffale Coreano
Lo Scaffale del Mese
N°02 · Luglio 2026
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— L’editoriale
C’è una parola coreana che ci portiamo dietro da quattro anni. Si dice 보고싶다, si legge bogoshipda, e non significa esattamente “mi manchi” — significa “voglio vederti”. Una differenza piccola sulla carta, enorme quando la vivi.
Questo luglio ne scriviamo per due motivi che si sono incrociati senza che lo cercassimo: il nostro anniversario, e l’assenza di Bene, la nostra gattina, che non c’è più. Il saggio del mese racconta come una parola imparata per necessità, durante una relazione a distanza, sia tornata adesso con un significato diverso — e perché certe parole coreane dicono cose che la nostra lingua non sa dire.
Nei giorni difficili, Kyeong-uk cucina. Questo mese ti portiamo due ricette di quelle che non chiedono un’occasione: il tteokgalbi, che vuole tempo e pazienza, e l’haemul pajeon, che in Corea si prepara quando piove oppure quando non si ha voglia di uscire nel mondo.
— Francesca & Kyeong-uk
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| 01 |
Le ricette del mese |
Dal blog |
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Due ricette per i giorni in cui hai bisogno che qualcosa tenga.
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I · La carne lenta
Polpette di manzo coreane che si lavorano a lungo, si plasmano con le mani, si cuociono piano. Il nome viene dalla texture morbida, simile al tteok. Un piatto che non ammette fretta.
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II · La frittella della pioggia
La frittella di mare e cipolla verde che in Corea si prepara quando piove — croccante fuori, morbida dentro, profumata di oceano. Il piatto che non ha bisogno di motivi.
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| Da leggere |
Lettere dalla Corea · Sapori |
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La bottiglia verde
Un teaser con V dei BTS ha riacceso i riflettori sul soju. Ma dietro la bottiglia verde c’è un secolo di storia — e la regola più bella di tutte: non ci si versa mai da soli, si riempie il bicchiere dell’altro. Il compagno perfetto del pajeon di questo mese.
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| 02 |
L’ingrediente del mese |
In dispensa |
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판
Pa — la cipolla verde coreana
pa · si pronuncia “pa” (come “padre”)
Il pa è la cipolla verde coreana — un ingrediente che sembra banale e invece è ovunque. Entra nel pajeon come protagonista assoluto, finisce sul tteokgalbi come guarnizione, profuma i brodi e i banchan di mezza Corea. È uno di quegli ingredienti che non si notano quando ci sono, ma si sentono subito quando mancano.
In Corea esiste una distinzione precisa: il pa è la cipolla verde lunga, quella con il gambo sottile e la parte bianca alla base. Diverso dal buchu (erba cipollina) e dall’yangpa (cipolla tonda). Ognuno ha il suo ruolo nella cucina coreana, e non sono intercambiabili — almeno non del tutto.
Il pa che trovi al supermercato italiano funziona benissimo: sono le cipolle verdi o cipollotti freschi, quelli lunghi con la parte bianca. Usali crudi per il pajeon — la parte verde tagliata a bastoncini è quella che dà la struttura alla frittella — e la parte bianca affettata sottile per guarnire il tteokgalbi prima di servire.
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Tre Culture a Tavola · Saggio del mese
보고싶다
Quando in coreano il desiderio si vede con gli occhi
“Non sapevo ancora il coreano. La parola me la sono portata dietro senza capirla del tutto, come si fa con le cose che senti che contano.”
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| 03 |
Una piccola chicca |
Da portare con te |
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Il detto del mese: 비 오는 날엔 파전 (bi oneun naren pajeon)
Letteralmente: “nei giorni di pioggia, pajeon.” Non è una ricetta — è quasi un riflesso condizionato. In Corea il rumore della pioggia ricorda quello dell’impasto che sfrigola nell’olio, e viceversa.
L’associazione è così radicata che i coreani, quando inizia a piovere, spesso ordinano pajeon a domicilio o vanno al mercato a mangiarlo caldo. È comfort food nel senso più preciso: non ti fa stare meglio, ma ti fa stare esattamente dove sei.
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— F & K
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