Lettere dalla Corea → Tradizioni
La festa più sentita della Corea, raccontata dal di dentro: il rito del charye, i sapori della tavola e i vent’anni di un Chuseok vissuto lontano da casa – tra Seoul e Los Angeles.
Il Chuseok (추석) è la festa del raccolto coreana, e per molti coreani è il momento più importante dell’anno. Si celebra nella quindicesima notte dell’8° mese lunare – nel 2026 cade venerdì 25 settembre – ed è molto più di una festa del raccolto: è il giorno in cui le famiglie tornano a casa, ringraziano gli antenati e si ritrovano attorno a una tavola che sa di appartenenza. Se stai scoprendo ora la cultura coreana, è da qui che conviene partire.
Cos’è il Chuseok: significato
Spesso viene chiamato «il Ringraziamento coreano», e il paragone aiuta a capirlo – ma il Chuseok ha radici molto più antiche e spirituali. Nasce come festa agricola, per ringraziare la terra del raccolto; con i secoli è diventato soprattutto il tempo della famiglia e della memoria. È il momento in cui passato e presente si intrecciano: si onorano gli antenati con il rito del charye (차례) e si celebra l’abbondanza con tavole imbandite. Non è una festa che si guarda: è una festa che si fa, insieme.
| Chuseok 🇰🇷 추석 | Ringraziamento 🇺🇸 | |
|---|---|---|
Quando | 15ª notte dell’8° mese lunare (set–ott) | 4° giovedì di novembre |
Origine | Festa del raccolto, radici millenarie | Coloniale, XVII secolo |
Cuore | Antenati e famiglia | Gratitudine e famiglia |
Piatto simbolo | Songpyeon (송편) | Tacchino |
Gesto centrale | Il charye, rito agli antenati | La cena condivisa |
Gwiseong (귀성): il grande ritorno a casa
Una delle immagini più potenti del Chuseok è il gwiseong, il grande esodo di chi torna verso i luoghi d’origine per stare con la famiglia. Milioni di persone in movimento, autostrade intasate per ore, treni esauriti con settimane d’anticipo: e in fondo a quei viaggi, una casa che si riempie di voci. È un gesto che dice tutto sull’importanza della famiglia nella cultura coreana – e, come vedremo, è anche il primo ricordo di Chuseok di chi questa festa l’ha poi portata dall’altra parte del mondo.
A tavola: i sapori del Chuseok
La festa non sarebbe la stessa senza i suoi piatti, ognuno con il suo significato.

- Songpyeon (송편) – mezzelune di riso glutinoso ripiene di fagioli rossi, sesamo, castagne o miele, cotte a vapore su foglie di pino che regalano un aroma unico. Si preparano in famiglia: un gesto di unione e di buon auspicio. Sono il simbolo del Chuseok.
- Jeon (전) – frittelle sottili e croccanti in mille varianti: cipollotto (pajeon), kimchi (kimchijeon), pesce, verdure. Il profumo del jeon in padella, per molti, è il mattino di Chuseok.
- Galbi (갈비) – costine di manzo marinate in salsa di soia, aglio, zucchero e olio di sesamo, poi grigliate. Il piatto ricco delle grandi occasioni.

Sulla tavola non manca il vino di riso – makgeolli, soju o il più raffinato cheongju – che accompagna brindisi e offerte.
Charye (차례): la cerimonia per gli antenati

È il cuore spirituale della festa. Le famiglie preparano una tavola di offerte per onorare gli antenati: frutta di stagione, riso, vino di riso e soprattutto i songpyeon, simbolo di prosperità. Ogni portata ha una posizione precisa, tramandata di generazione in generazione. Il charye non è solo un rito religioso: è un momento di gratitudine che rafforza il legame tra chi c’è e chi c’è stato – la continuità di una famiglia messa in forma di tavola.
Due Chuseok, un solo jeong: da Seoul a Los Angeles
Il Chuseok si capisce meglio quando lo si guarda da lontano. Kyeong-uk lo festeggia da vent’anni fuori dalla Corea, e la sua storia racconta il jeong – quel legame profondo che tiene insieme le persone – più di qualsiasi definizione. Ecco cosa insegna un Chuseok della diaspora: il jeong non è il rito, e non è nemmeno il posto. È ciò che una famiglia si porta dietro ogni volta che riattraversa l’oceano – a Seoul in venti, a Los Angeles in cinque, e comunque intero.
«I miei primi Chuseok sono a Seoul, e sono pieni: la casa dei nonni si riempie di zii e cugini, la cucina non si ferma mai, i songpyeon li facciamo a mano tutti insieme – le mie vengono storte e qualcuno ride mentre le sistema.
A quattordici anni partiamo per Los Angeles – io, i miei genitori, mio fratello, mia sorella. Per vent’anni il Chuseok lo ricostruiamo lì: più piccolo, ma è ancora la mia famiglia intorno alla tavola. I songpyeon, certe volte, li prendiamo a Koreatown – in cinque non è come in venti.
Poi anche i miei tornano in Corea, e la festa che avevo imparato a tenere lontano da casa si allontana di nuovo: dall’altra parte dell’oceano, con le ore sbagliate al telefono. La tavola si è fatta corta.
Ma il jeong – quel legame che regge anche quando manca la parola per dirlo – non si è mai spezzato, in nessuno di questi spostamenti. E il desiderio, adesso, è semplice: tornare a sederci a quella tavola tutti insieme. Presto.»
Domande frequenti sul Chuseok
È la festa del raccolto coreana, spesso chiamata «Ringraziamento coreano». Si celebra il 15° giorno dell’8° mese lunare ed è dedicata alla gratitudine per il raccolto, al ricordo degli antenati e alla riunione familiare.
Nel 2026 il Chuseok cade venerdì 25 settembre; la festività nazionale dura tre giorni, dal 24 al 26 settembre.
I piatti simbolo sono i songpyeon (dolcetti di riso a mezzaluna), i jeon (frittelle), il galbi (costine marinate) e i vini di riso come makgeolli e soju.
È la cerimonia con cui le famiglie coreane onorano gli antenati durante il Chuseok, disponendo su una tavola offerte di cibo secondo un ordine tradizionale.
Per il parallelo con la gratitudine per il raccolto e il valore della famiglia, ma il Chuseok è più antico e ha un cuore legato al culto degli antenati.
Il Chuseok è molto più di una festa del raccolto: è un modo di dire «ti appartengo» attraverso il cibo, i gesti e la memoria. E a quella tavola che aspetta di ricomporsi in Corea, prima o poi, ci sarà una sedia in più. La mia.
Approfondisci
- Jeon (전): il gusto coreano del fritto nei giorni che contano — lo speciale sulle frittelle protagoniste della tavola di Chuseok
- Banchan (반찬): la filosofia della tavola coreana in ciotoline — l’arte dei piccoli contorni
- Ingredienti coreani essenziali — i pilastri della dispensa per iniziare
Il tuo Chuseok com’è? Raccontacelo nei commenti o taggaci su Instagram — ci piace scoprire come la festa cambia forma da una tavola all’altra.
Rispondi