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Rosso, piccante, un po’ come dei sottaceti esotici: è l’idea che quasi tutti hanno del kimchi. E quasi sempre è sbagliata.

La prima volta che mi sono trovata davanti a una ciotola di kimchi bianco, ho pensato che qualcuno avesse sbagliato piatto. Niente rosso, niente peperoncino: solo cavolo pallido in un brodo limpido e fresco. Eppure era kimchi a tutti gli effetti. In quel momento ho capito una cosa che il kimchi rosso da supermercato non racconta: il kimchi non è un piatto. È un’intera famiglia – se ne contano oltre 200 varietà – e quasi tutto quello che diamo per scontato, a guardarlo bene, non torna. Prendiamo i luoghi comuni che sento più spesso e smontiamoli uno per uno, con calma.

Primo piano di kimchi di cavolo napa fermentato su piatto di ceramica bianca
Il baechu kimchi rosso è il volto più noto della famiglia — ma è solo l’inizio.
Categoria
Verdura fermentata coreana
Varietà
Oltre 200 tipi
Piccante?
Non sempre
Parente occidentale
I crauti, non i sottaceti

Il kimchi è troppo salato?

No: il kimchi non è semplicemente salato. Il sale è un mezzo, non il fine. Serve a salamoiare le verdure e a mettere in moto la fermentazione – ed è proprio quel processo, non il sale, a costruire il sapore acido, vivo e umami che senti al primo assaggio. Il salato che percepisci è solo la porta d’ingresso.

È anche il motivo per cui il kimchi convive benissimo con un’alimentazione equilibrata: un principio molto coreano, di cui parliamo in perché in Corea del Sud niente è davvero proibito a tavola.

Chiamare «kimchi» un solo piatto è un po’ come chiamare «formaggio» tutto ciò che si fa con il latte.

Tutto il kimchi è piccante?

No. Il rosso del gochugaru è l’immagine più famosa, ma il peperoncino non è obbligatorio. Esistono kimchi bianchi, kimchi «in acqua», kimchi di cetriolo o di ravanello: cambiano verdura, stagione e intensità.

Le varietà di kimchi da conoscere

Il modo migliore per capire quanto sia varia questa famiglia è vederla. Qui sotto trovi sei kimchi tra i più diffusi, più o meno ordinati dal più intenso al più delicato: cambiano la verdura di base, la stagione e la presenza (o meno) del peperoncino – ma sono tutti, a pieno titolo, kimchi. A catalogarle e studiarle c’è persino un istituto di ricerca pubblico dedicato, il World Institute of Kimchi di Gwangju.

Kimchi di cavolo napa (baechu) servito nel piatto
Cavolo napa · rosso
Baechu Kimchi
배추김치

Il classico che tutti conoscono, piccante e intenso. È quello della nostra ricetta del kimchi fatto in casa.

Baek-kimchi, kimchi bianco coreano di cavolo napa, servito su un piatto nero
Bianco · senza peperoncino
Baek Kimchi
백김치

Delicato e croccante, senza gochugaru. La porta d’ingresso perfetta per chi il piccante non lo ama.

Dongchimi, kimchi coreano in brodo chiaro con ravanello e peperoncino rosso
In acqua · invernale
Dongchimi
동치미

Ravanello in una salamoia leggera e limpida: quasi una zuppa fredda e dissetante. Rinfrescante come nient’altro.

Kkakdugi, kimchi coreano di ravanello tagliato a cubetti con peperoncino e cipollotto
Ravanello a cubetti
Kkakdugi
깍두기

Cubetti di ravanello croccanti e succosi. L’abbinamento classico con le zuppe calde coreane.

Oi sobagi, kimchi coreano di cetrioli ripieni con verdure e condimento piccante
Cetriolo ripieno · estivo
Oi-sobagi
오이소박이

Cetrioli incisi e riempiti di condimento. Freschissimo, croccante: il kimchi che si mangia d’estate.

Chonggak-kimchi, kimchi coreano preparato con piccoli ravanelli interi e condimento piccante
Ravanelli interi
Chonggak Kimchi
총각김치

Piccoli ravanelli interi, foglie comprese. Croccante e rustico — il preferito di chi ama masticare.

Il kimchi è sempre stato rosso e piccante?

No, ed è forse la sorpresa più grande. Le radici del kimchi risalgono a oltre duemila anni fa, quando in Corea si fermentavano le verdure per superare i lunghi inverni. Le prime versioni erano semplici verdure salate – niente peperoncino – lasciate fermentare in giare di terracotta porose, gli onggi (옹기).

Il peperoncino, che non è nemmeno originario dell’Asia, arriva in Corea solo intorno al XVI–XVII secolo: la sua prima menzione scritta nel Paese è del 1614, nell’enciclopedia Jibongyuseol. Nel kimchi entra però più tardi, e la versione rossa che immaginiamo oggi si diffonde solo nell’Ottocento.

Sorpresa nella sorpresa: perfino il cavolo napa – la verdura del kimchi più famoso – è arrivato in Corea solo verso la fine dell’Ottocento. Detto altrimenti: il kimchi ha più di duemila anni, ma il kimchi rosso di cavolo che ci viene in mente ne ha appena due o trecento. Il baek kimchi «bianco», che sembra l’eccezione, è in realtà molto più vicino alle origini.

Il kimchi in numeri
2.000+
anni di storia
200-300
anni del kimchi rosso di cavolo
~18 kg
a testa ogni anno, in Corea
giorni–settimane
di fermentazione

Un tempo il kimchi si fermentava in giare di terracotta interrate; oggi moltissime case coreane hanno un frigorifero dedicato solo al kimchi, per tenere la temperatura di fermentazione ideale.

Kimchi e sottaceti sono la stessa cosa?

No, e la differenza è nel cuore del processo. Il kimchi è un alimento fermentato: sono i batteri lattici (soprattutto Lactobacillus) a trasformarlo giorno dopo giorno, creando acidità, profondità e fermenti vivi. I sottaceti classici, invece, sono conservati nell’aceto: buoni, ma senza quella vita microbica dentro.

Barattoli di vetro con kimchi in fermentazione
Nei barattoli il kimchi continua a lavorare: è la fermentazione a distinguerlo da un sottaceto.

Il vero parente occidentale del kimchi, semmai, non sono i sottaceti: sono i crauti, anche loro figli della fermentazione lattica. Ecco le differenze in un colpo d’occhio.

KimchiSottacetiCrauti
Come si conserva
Fermentazione
김치
AcetoFermentazione
Fermenti vivi
SìNo (se sott’aceto)Sì
Aromi chiave
Gochugaru, aglio, zenzero, salsa di pesceAceto, spezieSolo cavolo e sale
Origine
CoreaDiffusi ovunqueEuropa centrale

Kimchi e pao cai cinese sono la stessa cosa?

No. È diventata quasi una questione politica, ma sul piano gastronomico la risposta è semplice: sono cose diverse. Il pao cai (泡菜), nella forma più diffusa, è verdura conservata in salamoia — a volte con aceto, spesso pastorizzata.

Il kimchi nasce invece da una fermentazione lattica viva, con gochugaru, aglio, zenzero e salsa di pesce, e ha uno statuto culturale tutto coreano. Parenti alla lontana nel grande mondo delle verdure conservate, ma con anima, metodo e sapore diversi.

Il kimchi si mangia solo come contorno?

No. In Corea è il banchan per eccellenza e diventa protagonista in decine di piatti caldi – li abbiamo raccolti nella guida al kimchi fatto in casa. Ma la parte più sorprendente è un’altra: negli ultimi anni il kimchi ha varcato i confini della cucina coreana.

Oggi lo trovi dentro grilled cheese e burger, sopra la pasta, nei tacos, nei toast del brunch. La sua acidità e la sua croccantezza svegliano qualsiasi piatto – ed è forse la prova più bella che il kimchi, pur restando profondamente coreano, sa parlare a tutti. Una cosa che, in una cucina italo-coreana come la nostra, vediamo succedere di continuo.

Il kimchi ha sempre quell’odore forte?

No. L’odore intenso è tipico del kimchi ben fermentato – ed è un buon segno, non un difetto. Ma non è l’unico volto possibile: esiste anche il geotjeori (겉절이), il kimchi «fresco» appena condito e non ancora fermentato, croccante e delicato, quasi un’insalata piccante da mangiare subito.

È lo stesso kimchi in due momenti diversi della sua vita: appena nato o maturo. E ognuno ha il suo perché a tavola.

Lo sapevi?

Il kimchi è persino andato nello spazio. Nel 2008, per accompagnare la prima astronauta coreana Yi So-yeon a bordo della missione Soyuz TMA-12, i ricercatori misero a punto un «kimchi spaziale» sterilizzato: stesso gusto, ma con i batteri indesiderati e l’odore pungente ridotti, per renderlo sicuro in orbita.

Kyeong-uk dice

«Quando ero piccolo, in frigo non c’era mai un solo kimchi. Ce n’erano tre o quattro, tutti diversi: uno piccante, uno bianco, uno di ravanello. Per me «kimchi» non è mai stato un piatto solo — era una mensola intera.»

Domande frequenti sul kimchi

Quante varietà di kimchi esistono?

Se ne contano oltre 200, che cambiano per verdura, stagione e regione: dal baechu di cavolo napa al dongchimi in acqua, dal kkakdugi di ravanello all’oi-sobagi di cetriolo.

Qual è il kimchi non piccante?

Il baek kimchi (bianco) e il dongchimi non contengono peperoncino: freschi, croccanti e delicati, sono ideali per chi non ama il piccante.

Kimchi e crauti sono la stessa cosa?

No, ma sono parenti: entrambi nascono da fermentazione lattica. Il kimchi però usa gochugaru, aglio, zenzero e spesso salsa di pesce, con un profilo molto più complesso e un’origine tutta coreana.

Perché il kimchi frizza?

È normale: durante la fermentazione i batteri lattici producono anidride carbonica, che crea bollicine e una leggera effervescenza. È il segno che il kimchi è vivo e sta lavorando.

Continua a esplorare il kimchi

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